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Sette pianeti di dimensioni simili alla Terra sono stati scoperti nel sistema TRAPPIST-1, a soli trentanove anni luce dal nostro pianeta. Una scoperta, annunciata dalla NASA, che fa sperare nella vita su esopianeti.

Un’importantissima scoperta scientifica è stata annunciata quest’oggi dalla NASA in una conferenza stampa, direttamente dal loro quartier generale a Washington. Gli astronomi hanno scoperto sette pianeti di dimensione simile alla Terra, tre dei quali potenzialmente abitabili, che orbitano intorno ad una stella nana rossa ultrafredda denominata TRAPPIST-1a.

Il sistema planetario TRAPPIST-1 è situato a 12 parsec, 39 anni luce, dalla Terra, nella costellazione dell’Acquario. La stella è piccola, 12 volte meno massiva del nostro Sole e grande poco più di Giove. La scoperta di tre pianeti rocciosi simili alla Terra era già stata effettuata lo scorso anno; a questi si sono ora aggiunti altri quattro pianeti, scoperti grazie allo Spitzer Space Telescope. La scoperta dei cosiddetti esopianeti avviene grazie alla variazione di luminosità della stella durante il transito del pianeta stesso. Studiando queste informazioni di luminosità, gli scienziati riescono a valutare la dimensione del pianeta, il periodo dell’orbita ed una serie di fondamentali informazioni come massa e densità.

Il sistema Trappist-1
Il sistema Trappist-1

I pianeti del sistema planetario hanno dimensioni simili a quelle della Terra (da 0.7 a 1.1 volte il raggio terrestre) ma, essendo la stella molto piccola rispetto al nostro Sole, le orbite sono molto più strette. Basti pensare che TRAPPIST-1b, il pianeta più vicino alla stella, ha un’orbita di 1.51 giorni. Quest’ultimo è distante 0.011 AU dalla stella (1 AU corrisponde alla distanza Terra-Sole). L’orbita del pianeta più distante, TRAPPIST-1h, invece, è di circa 20 giorni. Informazioni su quest’ultimo pianeta, per quanto riguarda massa e densità, sono però ancora da definire e verranno studiate in dettaglio nel prossimo futuro. I dati mostrano che tre pianeti, denominati TRAPPIST 1-e, f, g, si trovano nella fascia di abitabilità, regione nella quale sarebbe possibile trovare acqua allo stato liquido sulla superficie di un pianeta.

informazioni su trappist-1

C’è vita?

Illustrazione di Trappist-1
Illustrazione di Trappist-1

Al momento, è impossibile stabilire se i pianeti scoperti ospitino vita oppure no. Ciò potrà essere confermato o smentito soltanto dalle analisi chimiche delle loro atmosfere, grazie alle quali potremmo ampliare la nostra conoscenza sulla vita oltre il Sistema Solare. Il successore del telescopio Hubble, ossia il James Webb Space Telescope, potrebbe nei prossimi anni lavorare a tal proposito, analizzando la temperatura dei pianeti e la composizione chimica delle atmosfere.

Ovviamente, prima di avere risultati concreti non bisogna giungere a conclusioni affrettate. È noto, infatti, in base a precedenti studi, che le stelle fredde di massa non elevata potrebbero emettere forti radiazioni, sotto forma di flares, capaci di compromettere la vita sulla superficie. Inoltre, essendo piccola la distanza tra i pianeti e la stella, potrebbe verificarsi tidal locking, cioè i pianeti potrebbero mostrare sempre la stessa faccia alla stella (praticamente ciò che accade con la Luna e la Terra). Per cui se sul lato rivolto alla stella dovesse esserci acqua liquida, potrebbe essere che dall’altro lato del pianeta vi sia invece ghiaccio.

Che sia la volta buona per trovare forme di vita aliena? È presto per dirlo, ma lo scopriremo, si spera, fra non molto.

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