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Dal momento in cui l’attenzione degli esperti in campo energetico si è rivolta verso modelli economici e di business a lungo termine, la Grande Transizione Energetica ha assunto i connotati di una realtà, riponendo una minore preoccupazione nei rischi legati a fattori a medio termine. Il percorso verso la “decarbonizzazione” è stato intrapreso e argomenti come il quadro climatico, l’immagazzinamento elettrico, le rinnovabili, l’efficienza energetica e il prezzo dell’elettricità rappresentano le nuove criticità.

L’incontro dei ministri che si occupano di energia del gruppo dei sette (G7) è stato fissato per le giornate del 9 e 10 Aprile. Il tema del tavolo di discussione riguarda la sicurezza energetica fondata su basi di sostenibilità e crescita economica globale. Argomenti, questi, che mai come in questo periodo, con riferimento alle dinamiche geopolitiche incentrate sulla questione del Nord Africa, sono di fondamentale importanza e coinvolgono il mondo intero.

Il Consiglio Mondiale dell’Energia (World Energy Council, WEC) [1], rete di leader e professionisti nel campo energetico interessati alla promozione di un sistema di energia stabile e sostenibile a prezzi accessibili, ha prodotto un documento in cui si analizza la situazione energetica mondiale individuando quali sono le problematiche di maggiore interesse, valutandole in base agli indicatori di “criticità” e “incertezza”: il primo per misurare l’impatto sulle politiche globali di dette problematiche; il secondo del grado di controllo, di gestione. La rappresentazione grafica della situazione generale evidenzia il posizionamento delle diverse problematiche in relazione ai suddetti indicatori. I risultati tengono gli esperti, letteralmente, svegli la notte [2].

L’agenda energetica mondiale. Criticità e incertezze.

Materie prime: principale preoccupazione

I prezzi delle materie prime sono fonte di grande incertezza e costituiscono un fattore di pesante impatto (criticità sullo scenario energetico), tanto da essere in evidenza nell’agenda mondiale di esperti e leader del settore. I paesi produttori di materie prime, le aziende che si occupano di progettazione e i consumatori finali attribuiscono alle variazioni del mercato delle materie prime una criticità rilevante nel breve periodo. I paesi invece che investono nella transizione energetica assegnano ai prezzi di materie prime una importanza rilevante in relazione a piani a lungo termine.

La volatilità dei prezzi negli ultimi dodici mesi è stato generato, come anticipato dall’International Energy Agency (IEA), dalla ridotta disponibilità dei paesi produttori ad investire in infrastrutture in previsione, quasi certa, della diminuzione della domanda sulla base della transizione energetica. I leader nel campo delle energie presenti in Asia e Africa, regioni fortemente dipendenti dalle importazioni di energia, mostrano una marcata preoccupazione riguardo questo argomento. Parimenti, i paesi del Nord Africa e Medio Oriente (MENA), che basano la loro economia sull’esportazione di energia, sono preoccupati per i loro modelli di business a lungo termine. Per esempio, l’Arabia Saudita ha adottato un piano Piano Nazionale di Trasformazione (VISION 2030) [3] che ha come scopo quello di sfruttare gli attuali proventi della vendita di petrolio per finanziare investimenti a lungo termine, post-petrolio.

Il Nord America, regione con una massiccia produzione e consumo energetico, è doppiamente attento alle dinamiche del mercato delle materie prime e molte industrie di settore hanno fatto investimenti importanti e sono ostaggio del loro prezzo.

Ciò che emerge a livello globale è la scomparsa dagli schemi dei radar di alcune tecnologie storiche destinate alla produzione di energia come carbone, nucleare e idroelettrico per varie ragioni non appetibili, considerate dunque a bassa criticità e scarsa incertezza. Restano alcune realtà in cui la rinuncia a tali tecnologie è più difficile, per esempio l’Asia con l’uso del carbone, e il Nord America o il Regno Unito per il nucleare, ma ormai il percorso verso l’uso delle fonti rinnovabili è tracciato.

Una situazione più complessa riguarda il futuro del gas naturale liquefatto (LNG). I consumi di gas naturale, secondo gli scenari disegnati da esperti mondiali, continueranno a crescere, anche se modestamente, nell’immediato futuro. Europa, Africa e Asia non dedicano al LNG particolare interesse; ciò, principalmente, in quanto non presenta grandi criticità. In alcuni paesi è però fonte di preoccupazione poiché rappresenta un importante business, come per Singapore, che aspira a diventare un hub importante per LNG e ha investito pesantemente nello stoccaggio di gas naturale.

Il clima e la spinta tecnologica

Il contesto climatico globale occupa un ruolo non marginale nel panorama delle criticità, ma i leader mondiali assegnano elementi di incertezza minore alle tematiche legate al riscaldamento globale rispetto al prezzo delle materie prime. Lo scenario non deve sorprendere: è ormai consolidata, infatti, l’idea che la scelta della “decarbonizzazione” sia un punto cardine per la transizione energetica.

Altro aspetto su cui gli esperti del settore energetico ripongono le loro certezze è il ruolo chiave ricoperto dallo sviluppo tecnologico nel futuro, in un ottica di allontanamento dalle fonti di energia fossili. Il crescente ammontare di energia prodotta da fonti rinnovabili nel mix energetico globale, unita alla continua implementazione nelle tecniche di produzione dei sistemi di stoccaggio energetico, comporta l’adozione, da parte di molti leader energetici mondiali, di modelli economici e di business a lungo termine, ponendo una forte attenzione alla sostenibilità e all’ambiente.

Settori innvativi che hanno aumentato il loro peso nelle politiche mondiali

L’attenzione globale si sofferma anche su altri due aspetti che incidono in maniera importante sulle decisioni di esperti e governati: l’efficienza energetica e gli incentivi governativi. Il primo aspetto è caratterizzato da una lenta ma inarrestabile crescita, rappresentando quindi una certezza; il secondo, che riporta una realtà energetica ed economica distorta, è affrontato in molti paesi in modo anche drastico, e l’incertezza risiede nei tempi di eliminazione.

Anche la percezione ha latitudine e longitudine

Le diverse aree del mondo percepiscono le varie criticità in maniera differente. La minaccia informatica (cyber attack) è un chiaro esempio. Per Africa, America Latina e tutti i paesi non appartenenti all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), le minacce informatiche sono considerate un rischio a basso impatto. In altre regioni, invece, a questo argomento si assegna maggiore incertezza, anche se con un grado di gravità diverso.

Parimenti differenziata è la percezione sui rischi legati a eventi climatici estremi. In America Latina, in un anno in cui il fenomeno di El Nino è al massimo, l’attenzione agli eventi climatici estremi è alta. Diversamente per altre regioni come Nord America, MENA, Africa, Europa i rischi legati a eventi climatici estremi non sono considerati di particolare interesse.

Cosa e chi preoccupa Europa e Italia?

L’Unione Europea ha un sistema energetico molto avanzato e l’attenzione si sta concentrando sulla qualità piuttosto che sulla quantità dei servizi, al punto che un nuovo sistema di regolamentazione è al vaglio in Commissione Europea. Altro è l’argomento che preoccupa maggiormente: la coesione tra gli Stati e lo scossone dato alla credibilità delle Istituzioni Europee dopo la c.d. Brexit.

Per quanto concerne l’Italia, nazione in cui la crescita economica e l’uso energetico sono collegati, i dati rilasciati da Terna, relativi ai primi 10 mesi del 2016, confermano che la domanda italiana di energia è diminuita del 2.5% in confronto allo stesso periodo del 2015. Un leggero recupero, più 1.2% rispetto al 2015, è stato invece fatto registrare dal gas naturale.

La maggiore incertezza anche per gli investitori italiani in energia è la tenuta della coesione europea, che influenza le politiche energetiche comunitarie e dei singoli stati. Questa incertezza si ripercuote sui prezzi dell’energia al punto che gli investitori italiani ritengono questo aspetto molto critico. L’Autorità dell’Energia Elettrica, del Gas e del Sistema Idrico (AEEGSI) ha ben presente questa problematica e si adopera a mettere in campo un sistema di graduale implementazione della riforma delle tariffe, sempre nell’ottica di competizione del mercato. Il risultato finale dovrebbe andare a beneficio degli utenti finali italiani, che ancora oggi sono soggetti alle tariffe più alte in Europa.

La situazione italiana

Le incertezze maggiori, oltre alla coesione europea, derivano dalla situazione geopolitica in Medio Oriente e le dinamiche annesse, riguardanti anche paesi come Russia e paesi OPEC.

Argomenti come l’uso delle rinnovabili, lo stoccaggio energetico e l’efficienza energetica destano ancora qualche preoccupazione, legate alla regolamentazione, lo sviluppo tecnologico e il dirottamento di fondi sotto forma di incentivi, ma l’Italia ha inserito queste problematiche tra le prime voci delle azioni compiute e da compiere.

Il ricorso al Gas Naturale Liquido è una azione certa nel Piano Energetico Nazionale italiano e quindi non è fonte di grandi preoccupazioni; lo sono invece, principalmente negli ultimi anni, le minacce informatiche alle quali gli investitori allo stato non riescono ad assegnare una giusta collocazione in termini di impatto.

ilpositivismo.com

Fonti e Approfondimenti

[1] https://www.worldenergy.org/
[2] https://www.worldenergy.org/publications/2017/world-energy-issues-monitor-2017/
[3] http://vision2030.gov.sa/en

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Luca Pandolfi
Laureato in Chimica Industriale, Dottorato di Ricerca in Ingegneria dei Materiali. Esperienza pluriennale nello studio con tecniche di caratterizzazione chimico-fisica e nella fabbricazione di materiali innovativi applicati sia nel campo della micro-nano elettronica in ambito del monitoraggio ambientale, sia come dispositivi presenti negli impianti rivolti alla produzione di energia da fonte rinnovabile. Analista chimico, responsabile di laboratorio e servizi tecnici in aziende di consulenza in Ambiente e Sicurezza nei Luoghi di lavoro. Esperienza maturata nella Buona Pratica di Laboratorio in ambito delle indagini ambientali in riferimento agli agenti chimici, cancerogeni/mutageni e a materiali contenenti amianto. Coautore di 39 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali ISI e oratore in diversi convegni internazionali riguardanti lo studio di materiali e processi innovativi.